CENTENARIO ALL'EQUATORE. INAUGURATO IL DISPENSARIO DI MBUONO A BRAZZAVILLE
Tra le opportunità che il Governatore Elio Cerini ha offerto ai Club del Distretto per una celebrazione non effimera del Centenario del Rotary International ce n'era una nell'ambito dell'Azione Internazionale, che in inglese suona, in maniera forse più significativa, come World Community Service. Essa era tesa a promuovere un'iniziativa in un paese a basso reddito, in collaborazione con i Rotary Club locali, in modo da godere di un efficace e consistente apporto finanziario da parte della Rotary Foundation sotto forma di un Matching Grant. Il paese prescelto è stato il Congo, ex colonia francese, con capitale Brazzaville, scelta non casuale ma dettata dalla profonda conoscenza che Cerini ha di quella realtà, dai rapporti che già intercorrono tra organismi della nostra regione e organizzazioni locali e dalla presenza, decisiva, di due Rotary Club, il R.C. Brazzaville Djoue-Doyen ed il R.C. Brazzaville-centre, di recente costituzione, molto collaborativi. Il progetto si è concentrato sul recupero di una struttura, collocata nel villaggio di Mbuono, alla periferia della città, in una zona praticamente abbandonata a se stessa e priva di qualunque servizio, che le suore della Congregazione delle Figlie di San Giuseppe, un ordine con la Casa Madre in Sardegna ad Oristano, avevano a suo tempo realizzato ed avevano dovuto lasciare durante la guerra civile che ha insanguinato il paese nella seconda metà degli anni '90. La struttura, depredata di tutti i suoi arredi ed in stato di abbandono, poteva essere infatti restituita al servizio della comunità, sempre sotto la direzione delle suore, come dispensario e ambulatorio in particolare per le gestanti, le partorienti e le puerpere con la possibilità di dare poi vita ad un asilo nido e ad una scuola per bambine. Si è quindi costituita la cordata capace di dare vita ad un'iniziativa che prevedesse il recupero e la bonifica della struttura e delle sue adiacenze, la reinstallazione degli impianti, l'arredamento dei locali e la fornitura delle attrezzature mediche necessarie. Tutto ciò che poteva essere finanziato attraverso la Fondazione Rotary è stato acquisito con un Matching Grant cui hanno contribuito, oltre ai Club congolesi, i cinque Club del Gruppo Olona: i tre Busto Arsizio-Gallarate-Legnano, il Parchi Alto Milanese e il Saronno, il Distretto 2040 con i fondi del programma Si-TIARE e naturalmente la Rotary Foundation. Le altre spese sono state sostenute da singoli rotariani, da alcuni Club attraverso delle iniziative speciali e (la alcune vivaci realtà distrettuali come la "Compagnie delle Goccine" e qualche Fellowship, che, cosa ai più sconosciuta, ricadono sotto ll'tida dell'Azione Internazionale. Particolamente efficace è stata la Fellowship dei Wine Appreciators, che ha alla guida Anna Zottola, responsabile distrettuale, guarda caso, dell'Azione Internazionale. Nel suo complesso il progetto ha richiesto una cifra vicina ai 100.000 dollari.
Si doveva inaugurare il 23 di febbraio, e così è stato, nonostante i tempi strettissimi, smentendo tanti luoghi comuni e non sull'Africa. Nella mattina del giorno fatidico del centenario, alla presenza della moglie del Capo dello Stato, del Ministro della Sanità, del Nunzio Apostolico, di altri rappresentanti del Corpo Diplomatico, dell'Arcivescovo, delle autorità del villaggio, di centinaia di abitanti del luogo e dei rotariani, che si distinguevano perchè indossavano tutti, uomini e donne, un capo d'abbigliamento confezionato con un tessuto realizzato apposta per il Centenario, compresi i tre rappresentanti del nostro Distretto; Antonio Codecasa, Presidente eletto del R.C. Busto-Gallarate-Legnano "La Malpensa", Anna Zottola e il sottoscritto quale Presidente della Commissione distrettuale della Rotary .Foundation. Tra canti, musiche, discorsi, con le suore, italiane ed indigene, trepidanti ma orgogliose per la vastità e l'importanza dell'avvenimento, la cerimonia è filata via in maniera impeccabile ed ha avuto una largo eco sulla stampa e la televisione locale. Ciò è stato di particolare soddisfazione per i soci dei Club di Brazzaville, soddisfazione peraltro meritatissima, perchè la celebrazione del Centenario è durata un'intera settimana e noi abbiamo potuto assistere, ammirati, non solo all'inaugurazione di cui sopra ma anche a quella di una piazza dedicata al Rotary completamente arredata di panchine, gettacarte, recinzioni etc., alla consegna ad una scuola per apprendisti di macchinari per la lavorazione del legno, grande risorsa locale, all'inaugurazione di un campo di pallamano in un centro sportivo popolare con una gradevole esibizione di due squadre femminili, ma non basta sono stati consegnati dei calcolatori a delle scuole e delle zanzariere impregnate in varie zone della città. La malaria è ancora oggi la grande piaga di questo paese. Tutte opere promosse e finanziate dai Club, magari con l'aiuto di altri Club stranieri. Ma poi c'è stato anche il grande ricevimento al Palazzo del Parlamento con 350 partecipanti ed altre cose ancora. Il tutto fatto con semplicità ed immediatezza da due Club non grandi, una trentina di soci per ciascuno, multietnici, certamente rappresentativi di una fascia di popolazione abbiente, assolutamente minoritaria in una realtà di indigenza del tutto analoga a molte altre dell'Africa, ma singolarmente impegnati a reagire ed a contribuire al progresso della realtà in cui comunque vivono. La celebrazione del Centenario del Rotary sotto il sole dell'Equatore è stata un'esperienza indimenticabile non tanto per l'eccezionalità del posto, quanto perchè ha permesso di vedere realizzate in pratica le enormi potenzialità che il Rotary porta con sé e che troppo spesso vanno deluse per pigrizia, incapacità o addirittura scetticismo. Per me, che l'ho vissuta, è stata, come già lo era stata lo scorso anno la partecipazione alla Giornata nazionale di Vaccinazione in India, un'iniezione di fiducia e di ottimismo, che spero di trasmettere ai tanti amici del Distretto.
Cesare Cardani